Cinque prelibatezze tipiche bittesi da non perdere

Pubblicato da Visit Bitti / December 2, 2015 / , , , / 0 Commenti

La posizione geografica della Sardegna, compresa tra mare, lagune pescose e rilievi dell’interno da origine ad una tradizione culinaria che cambia da provincia a provincia, anzi da paese in paese. Gli ingredienti tipici sono così molto differenziati e caratterizzano una cucina genuina e semplice ma dai sapori forti e decisi. Numerosi sono i prodotti tipici, come il famoso pane carasatu e i formaggi (il pecorino, le provole, la ricotta) che in questa terra, ricca di pascoli e di vegetazione, assumono un aroma fuori dal comune. Ma l’isola si fa apprezzare anche per il buon pesce, gli ottimi vini e i particolari dolci. Abbiamo selezionato cinque specialità da non perdere per chi si reca in visita nel territorio di Bitti e ha voglia di immergersi nella cultura enogastronomica del posto.

Su pane salitu

Esempio di un piatto che nasce dalla tradizione pastorale. L’ingrediente base è ovviamente il pane carasatu (particolarmente buono a Bitti), il pane capace di resistere per mesi nelle bisacce dei pastori durante i lunghi giorni della transumanza che nelle case bittesi non manca mai diventando spesso e volentieri un preziosissimo alleato in cucina.

La ricetta tradizionale prevede l’uso del brodo di pecora per ammorbidire il pane, anche se e’ ormai consuetudine usare l’acqua bollente salata. Il cambio di questa semplice abitudine ha permesso di inserire il pane salitu tra le tipologie di cibo fast food, infatti viene spesso preparato per cena. Ricapitolando, le sfoglie di pane carasatu delle dimensioni di un piatto vengono ammorbidite una ad una nell’acqua bollente salata. Alla prima sfoglia adagiata sul piatto si aggiunge sugo di pomodoro semplice (gia’ pronto) e una generosa spolverata di formaggio pecorino. Si dispongono cosi’ sul piatto a volonta’ diversi strati di pane e poi in cima all’ultima nevicata di pecorino un bell’uovo in camicia cotto nella stessa acqua bollente. L’uovo schiacciato con la forchetta fa amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti e conferisce a questo piatto semplice e veloce una cremosita’ e un gusto davvero unici.

La pasta fresca

In ogni famiglia del paese viene custodita una ricetta segreta che si tramanda di madre in figlia per la preparazione della pasta. Tanto frequente era  quest’attivita’ nelle case bittesi che ogni donna aveva il suo ”canneddu” un mattarello un po piu’ piccolo che maneggiava agilmente. Decrivere la lavorazione della pasta in casa sembra cosa quasi banale e invece ci vuole una bella forza per stenderla, tanto che molto spesso anche gli uomini collaboravano. I formati di pasta della tradizione bittese sono diversi. Si va dalla pasta lunga (sos maccarrones de errittu) preparati pressando dei piccoli tagliolini di pasta intorno a un ferretto da calza, a quella corta (maccarrones de poddiche, zizzoneddos e oricras de prate) simile a gnocchetti e orecchiette piu’ o meno grandi e decorati, alle minestre (su pistizzone), pasta di semola che in Campidano diventa la più famosa fregola, alla pasta ripiena (sos gurugliones) ovvero i ravioli di ricotta o formaggio a seconda dei gusti profumati col prezzemolo. La pasta viene tradizionalmente condita con ricchi sughi di carne (di manzo, di cinghiale etc) o col brodo di pecora nel caso della minestra. Naturalmente sono ottimi gustati con i più svariati condimenti incluse verdure e creme, secondo il gusto personale di ognuno.

Maialino arrosto

Re della cucina barbaricina, è il famoso porkeddu arrustu. Il maialino è da latte, in genere di età compresa fra i 20 e i 40 giorni. Il peso oscilla fra i 5 e gli 8 Kg. Questi sono i due fattori che influenzano il gusto particolare del maialino allo spiedo sardo. Quello più piccolo e meno pesante ha un sapore più delicato. Si può ottenere un arrosto delizioso al forno ma anche allo spiedo se si preferisce (in questo caso la cottura sarà inevitabilmente piu’ lunga). La carne può essere aromatizzata con aneto o ramoscelli di rosmarino o mirto anche se le carni saporitissime di solito rendono superflua l’aggiunta di qualsiasi altra spezia.

Sa Corda, su tattaliu, sa coratella

Altro piatto tipico della tradizione pastorale è la corda o cordula preparata con stomaco e intestini di pezzatura grossa del agnello. Buonissima arrosto o in tegame con patate o altri ortaggi. Le interiora e gli intestini dell’ agnello intrecciati e cucinati avvolti intorno ad uno spiedo diventano su Tattaliu. Serve parecchia esperienza nella pulizia per realizzare queste insolite ricette, un tempo appannaggio dei pastori oggi vere e proprie prelibatezze che potete trovare nei ristoranti tipici, negli agriturismi o nelle feste paesane. Accanto a queste due specialità si prepara anche la coratella di agnello, cremosa e profumatissima nonostante sia fatta di budella di agnelli e lardo.

Sa Seata

Ancora un esempio di tradizione rurale, di quella zona dell’isola maggiormente legata alla pastorizia. In origine era una delle portate principali, tanto da poter sostituire un secondo, oggi invece è un dolce diffuso in tutta l’isola, ma se ci si trova da queste parti non si può non gustare una seata artigianale, nel suo luogo di nascita, per scoprirne il sapore più vero. Il disco di pasta sottile racchiude un ripieno di un particolare formaggio vaccino fresco (leggermente acidulo in modo da diventare filante quando è caldo) aromatizzato con scorza di limone, fritto e ricoperto di miele fuso.