Cosa visitare a Bitti e dintorni in macchina

Pubblicato da Visit Bitti / December 18, 2015 / , , , , , / 0 Commenti

Visitare Bitti e i suoi dintorni con la macchina offre l’opportunità di scoprire paesaggi mozzafiato nascosti dietro ogni curva. Sarà facile incontrare per strada trattori, greggi di pecore che attraversano aiutate dal cane pastore, cavalli e mucche. I vari luoghi da scoprire si raggiungono facilmente, in pochi minuti, e nel tragitto non mancherà occasione per fermarsi a scattare qualche foto ricordo dei panorami unici che offre il territorio sospeso tra montagne, boschi, pascoli e il mare in lontananza.

panorami Bitti

Il nostro itinerario alla scoperta di cosa visitare a Bitti e dintorni in automobile comincia proprio dal centro barbaricino. Nel piccolo paese della provincia di Nuoro ci sono ben due musei, uno di fronte all’altro, da visitare assolutamente. Il primo, il Museo della civiltà contadina e pastorale offre uno spaccato della vita bittese com’era una vola, con una riproduzione di una casa tipica e delle botteghe artigiane realizzate con oggetti, utensili, mobilio originali donati dalle varie famiglie del paese. Il secondo, il “Museo multimediale del canto a tenore” invece celebra il canto sardo famoso in tutto il mondo tanto da essere riconosciuto Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco. La struttura offre la possibilità di immergersi completamente nelle quattro voci che compongono il gruppo di tenores, apprezzarne per sfumature della voce e la particolarità del canto, inoltre le postazioni multimediali approfondiscono la storia del canto con brevi video.

Spostandosi di pochi chilometri in macchina si arriva al Santuario nuragico di Romanzesu, percorrendo un tratto finale di strada immersi in boschi di querce da sughero a perdita d’occhio. L’area archeologica è vasta, la visita guidata dura un’oretta, e pensare che gran parte di Romanzesu ancora deve essere portato alla luce. Il tempio a pozzo, l’anfiteatro, le case, i tempietti sono ben conservati e scoprirli sarà un po’ come fare un balzo indietro nel tempo all’epoca della misteriosa civiltà nuragica.

Romanzesu

Lasciato Romanzesu alle spalle, si può partire alla volta del Santuario campestre dell’Annunziata (o S’Annossata, come è chiamato). Una mezzoretta di macchina, con parecchie curve, inframmezzata da numerose pause fotografiche, lo scenario che accompagna il viaggio infatti merita di essere immortalato. Il piccolo santuario, al confine tra il comune di Bitti e quello di Lodè, è completamente circondato dal verde e dalle montagne. Attorno all’edificio si trovano le “cumbessias“, cioè tante piccole case utilizzate durante le varie festività religiose. Una festa molto sentita dai bittesi si svolge la terza domenica di maggio ed è preceduta dalla tradizionale novena, che inizia il secondo venerdì del mese quando i novenanti si stabiliscono nelle cumbessias e molti fedeli si recano a piedi fino al Santuario in segno di penitenza. Durante il periodo della festa rivalità e contrasti tra gli abitanti di Bitti vengono temporaneamente sospesi. Nei periodi lontani dalle festività invece il borgo è completamente disabitato ma comunque molto affascinante.

Se si ha voglia ancora di gironzolare in macchina allora si può proseguire verso Lodè e da diversi punti panoramici nelle giornate più serene si riesce anche a vedere il mare e l’isola di Tavolara.

cosa visitare a Bitti

Allungando un altro po’, passando nella pittoresca strada che costeggia il favoloso Montalbo e dove volendo ci si ferma ad intraprendere alcuni dei percorsi segnalati che attraversano la candida montagna, si arriva a Onanì, un particolare paesino decorato con numerosi murales. Realizzati da Diego Asproni, dagli allievi dell’Accademia di Brera e da artisti locali, i murales parlano della vita quotidiana e degli eventi storici di questa comunità. Da vedere anche la minuscola chiesa romanica tutta in pietra dedicata a San Pietro all’inizio del paese.