I souvenir enogastronomici di Bitti da mettere in valigia

Pubblicato da Visit Bitti / December 18, 2015 / , , / Commenti disabilitati

Tra passeggiate nella natura, visite a siti archeologici, chiese, arte e cultura, una menzione d’onore va alla tradizione enogastronomica del territorio di Bitti. Trascorrendo del tempo in questo paese della provincia di Nuoro ci si rende subito conto che qui il buon cibo è una costante: prodotti della terra, biologici, a chilometro zero e provenienti dalle vicine campagne dove pascolano beate un’infinità di pecore. Così, di seguito, ecco qualche consiglio per chi vuole portare a casa un po’ di bontà e souvenir enogastronomici della terra bittese dopo una bella vacanza passata nel cuore della Sardegna.

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Il tipico pane sardo, presenza fissa su ogni tavola isolana, deve il suo nome al verbo “carasare”, che significa tostare, per via della seconda cottura in forno che lo rende così croccante. Questo pane viene consumato in molti modi: semplicemente a secco oppure bagnato in acqua per accompagnare formaggi, sugo, salumi. Diventa anche protagonista di ricette più elaborate come il pane salitu (nel resto dell’isola: pane vrattau) ed è un must dei pasti più tipici in agriturismo o in trattoria. Pur essendo un elemento cardine della tradizione alimentare bittese come dimostra anche la sala dedicata al pane carasatu del Museo della civiltà pastorale e contadina si presta a molte rivisitazioni grazie alla creatività di ogni cuoco che abbia voglia di provare soluzioni nuove per la sua preparazione.

Venduto in comode confezioni, è facile da mettere in valigia sia per chi viaggia in aereo che in traghetto, facendo attenzione a non schiacciarlo troppo perché rischia di sbriciolarsi.

Maccarrones de errittu

Ingredienti semplici come farina, acqua e sale trasformano un piatto in qualcosa di eccezionale. I maccarrones de errittu sono una pasta fresca tipica bittese, nel resto dell’isola noti come maccarones de busa, e assomigliano a degli ziti più lunghi e morbidi. Si cucinano con sugo rosso a base di carne di pecora o salsiccia di maiale e si accompagnano benissimo con vini rossi robusti come il Cannonau. Nei negozi di cibi tipici ed artigianali della zona non mancano mai ed è possibile scegliere tra confezioni di marche locali o in pacchi di maccarrones sfusi fatti a mano. Non si può ripartire senza prenderne almeno una confezione da regalare ad amici e parenti per rendere indimenticabile un’esperienza culinaria tipica della Barbagia più profonda e autentica.

Salsiccia di Bitti

Tra i prodotti tipici merita obbligatoriamente un assaggio la rinomata salsiccia di Bitti, preparata secondo un’antica ricetta tipica del paese che viene riprodotta da tutte le famiglie e dai salumifici più importanti del paese. Le aziende agricole delle campagne di Bitti allevano i maiali in ambienti sani e curati con la consapevolezza che – per produrre un salume diverso da tutti gli altri che è possibile acquistare nel centro Sardegna – quello che rende così piacevole e unico questo salume è proprio il rapporto con la terra di chi alleva gli animali e ne lavora le carni. Ottima come antipasto, la salsiccia di Bitti si presta anche come ingrediente per alcuni tipi di pasta e si accompagna in maniera fantastica al pecorino stagionato e ad un ottimo bicchiere di vino rosso Cannonau. Mettere in valigia una di queste prelibatezze è come portarsi a casa un pizzico di Sardegna.

Formaggi di pecora

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La tradizione dei grandi formaggi di pecora sardi si rinnova in questo prodotto, meglio ancora se arriva da agricoltura biologica. I formaggi pecorini, rinomati prodotti nati dalla lavorazioni del latte di pecora, sono acquistabili negli agriturismi di Bitti, nelle aziende zootecniche e piccoli caseifici specializzati nella produzione del pecorino DOP. Ovviamente è possibile trovarne di ottima qualità anche nei negozi di alimentari nel centro del paese. Bitti è un paese in gran maggioranza abitato da pastori e dalle loro famiglie ed è da qui che viene una buona parte del latte che rende DOP il formaggio pecorino sardo. Lo stesso possiamo dirlo per il Pecorino romano e il Fiore sardo, altri due fantastici formaggi realizzati con latte di pecora rigorosamente sardo. Uno spicchio di pecorino sardo è un souvenir perfetto da far assaggiare agli amici una volta tornati a casa, magari accompagnato da miele o marmellate, mentre si racconta del viaggio nella Barbagia più autentica.

Pompìa

È un agrume diffuso quasi esclusivamente nei comuni del territorio di Bitti, Siniscola, Posada, Torpè e Orosei. Il frutto, a metà strada tra un limone e un pompelmo, viene usato per preparare dolci come la pompìa caramellata, a volte arricchita da mandorle, oppure si utilizza per preparare liquori e digestivi (cosiddetto “pompinello”) o creme liquorose. Da acquistare come ricordo di viaggio anche perché è introvabile al di fuori di questa area della Sardegna. Nel cuore dei vicoli di Bitti, a pochi passi dal complesso museale si trova un angolo davvero suggestivo in cui un albero di pompìa “affresca” il vicolo offrendo al passante una splendida occasione di scattare delle foto molto belle così da arricchire i propri souvenir enogastronomici con delle immagini indimenticabili.

Papassinos

Diffusi in tutta l’isola, i papassini devono il loro nome all’uva passa, che in sardo viene chiamata papassa, sono dei biscotti secchi che presentano tante varianti, nella forma e negli ingredienti, ricoperti o meno con la glassa o con lo zucchero. Questi dolci da tradizione si preparano per i primi giorni di novembre ma non sarà difficile trovarli durante tutto l’arco dell’inverno. Comodi da riportare in valigia, si conservano a lungo e sono buonissimi a colazione o a merenda.

Mirto

Non si può tornare da un viaggio in Sardegna senza portare con sé una bottiglia di liquore al mirto. Viene prodotto facendo macerare nell’alcol le bacche di mirto, pianta tipica della macchia mediterranea che caratterizza buona parte del territorio collinare e costiero della Sardegna. Usato come digestivo a fine pasto, il suo aroma dolciastro mette d’accordo mogli e mariti e in molte case sarde si prepara artigianalmente da fine novembre ai primi di gennaio quando le bacche maturano. Da non perdere anche l’acquavite (chiamata anche abbardente, cioè acqua che arde), un distillato di vinacce sarde sceltissime che danno origine ad un prodotto che supera la gradazione alcolica dei 40 gradi.

Dopo una vacanza in Sardegna non c’è niente di meglio che richiamare alla memoria alcuni dei momenti più belli vissuti a tavola magari con nuovi amici conosciuti in vacanza gustando alcuni dei sapori più autentici e tradizionali che sono nella zona di Bitti è possibile gustare.