Itinerario archeologico nel cuore della Sardegna: da Romanzesu a Voes e Loelle

Pubblicato da Visit Bitti / November 4, 2015 / , , / 0 Commenti

Sono numerose le sorprese che l’entroterra della Sardegna riserva a chi sceglie l’isola non solo per il suo splendido mare ma anche per scoprire il misterioso passato della civiltà nuragica. L’interno della provincia di Nuoro nasconde un complesso nuragico fuori dal tempo, dove si respira aria di quiete, natura e storia. Romanzesu si estende per circa sette ettari in un fitto bosco di sughere, sull’altopiano di Bitti, rilievo granitico del Nuorese settentrionale. Risale all’età del bronzo e il suo nome si deve alla presenza di testimonianze di epoca romana. Costruito vicino alla sorgente del fiume Tirso, comprende il pozzo sacro, un centinaio di capanne, due templi a megaron, un tempio rettangolare, un anfiteatro ellittico a gradoni e una grande struttura labirintica. Per la sua imponenza è considerato oggi uno dei più importanti complessi abitativi e cultuali della Sardegna nuragica.

Come arrivare da Bitti a Romanzesu

Da Bitti si prende la SS 389 in direzione di Buddusò e, all’altezza del km 54,2, si svolta a sinistra. Si prosegue per 1,9 chilometri quindi si gira a destra e si segue la segnaletica turistica fino al parcheggio antistante l’ingresso dell’area archeologica e la vicina biglietteria. Che siate in macchina o in bicicletta, guardatevi intorno per ammirare il paesaggio. Le querce secolari si mescolano con i segni di un’economia agropastorale, le chiese campestri e i segni di un maldestro tentativo di portare tra questa natura incontaminata l’industria.

Cosa vedere

Le prime notizie sul grande villaggio santuario risalgono al 1919, quando l’archeologo Antonio Taramelli, durante dei lavori di ricerca d’acqua, scoprì il pozzo sacro. Oggi, nella casupola all’ingresso del sito archeologico, tutto l’anno, tutti i giorni ci sono le guide della Cooperativa Istelai. Nel 2013 almeno 10mila visitatori sono venuti a scoprire questo sito magico, guidati con la passione e le professionalita’ di MariaRita, Angela e Nando.

Il percorso per i visitatori è una passeggiata piacevole e interessante in un bosco di sughere alla scoperta della storia del sito archeologico ma anche della storia piu’ recente e di quella che c’è stata dall’abbandono del villaggio fino alla sua valorizzazione turistica.

Solo a Romanzesu potrete trovare un tempio unico nell’isola: un grande recinto ellittico e una struttura interna di muri concentrici che creano un percorso quasi labirintico.

Di templi a megaron scavati ce ne sono ben 3. All’interno sono stati rinvenuti soprattutto ex-voto tra cui dei monili d’ambra. La resina analizzata è risultata arrivare dal Mar Baltico e dalle foreste del centro Europa, confermando la teoria che i popoli nuragici fossero dei viaggiatori.
Si scoprono capanne e segni di popolazioni antiche che giungevano qui in questo luogo sacro probabilmente per celebrare delle divinità, forse anche per prendere decisioni o stringere alleanze con le tribù vicine.

In mezz’oretta  di visita guidata, si arriva all’area sacra del grande anfiteatro e del pozzo. Il pozzo si trova in fondo al  gradinato attorno al quale presumibilmente i fedeli sedevano nell’attesa che l’acqua fuoriuscisse  e riempisse la vasca cerimoniale. La sacralità di questo luogo arriva anche a distanza di 3000 anni: c’è un’energia particolare che viene dall’altopiano, dall’acqua e dagli alberi.

L’ultima sorpresa nel sacro villaggio è un tempio a megaron completamente murato in cui gli archeologi hanno ritrovato centinaia di lance e armi.

Quale eroe veniva venerato qui?

Con un sacco di interrogativi lasciamo Romanzesu e proseguiamo alla scoperta di altre testimonianze dell’epoca.

Nuraghe Voes

Non lontano da Romanzesu, una ventina di minuti in macchina (percorrendo la strada provinciale Nule-Bitti fino al km 4,300 e inoltrandosi a destra per un sentiero che prende il nome dal nuraghe stesso), è possibile vedere il nuraghe Voes. E’ tra i più rappresentativi della regione, basti pensare che fino ad oggi non ha avuto bisogno di manutenzione o restauro ed è integro nella sua struttura fondamentale. Formato da una torre principale (mastio) a cui si aggancia un bastione che comprende tre torri secondarie con, al suo interno, un cortile scoperto, purtroppo è parzialmente visitabile, le aree interne sono difficilmente accessibili e i piani bassi sono ancora sottoterra, visto che sino ad oggi non è mai stato scavato.

Ammirando l’intera area è però possibile contemplarne la maestosità e studiarne le dinamiche funzionali anche grazie alle varie entrate, all’orientamento e alle imponenti mura esterne. La torre principale invece è accessibile, dentro vi si trova una camera circolare, una scala elicoidale che porta ad una seconda camera, qui si trovano anche due corridoi che fanno da raccordo con le torri secondarie. Numerosi sono i reperti ritrovati nell’area che circonda il nuraghe Voes: oltre a un frammento di ceramica del periodo punico e alle varie monete di rame e argento risalenti all’epoca di Roma imperiale, ha fatto storia il ritrovamento de Su Boe Muliache, un centauro nuragico, un’eccezionalità assoluta nei rinvenimenti nuragici che riproduce le fattezze di un mostro antropomorfo, metà uomo e metà toro, personaggio della mitologia nuragica.

Nuraghe Loelle

Proseguendo a nord di Romanzesu in dieci minuti di auto si arriva al nuraghe Loelle di Buddusò. Il Loelle è un nuraghe complesso di tipo misto, caratterizzato cioè dalla compresenza di elementi tipici dei nuraghi a corridoio e di quelli a “tholos”, costituito da una torre centrale alla quale si addossa un bastione trilobato. Attorno all’edificio si estende un vasto abitato di capanne circolari, mentre a breve distanza sono presenti due tombe di giganti. Si ha notizia, inoltre, dell’esistenza di un pozzo del quale oggi non rimane traccia. All’interno del complesso è possibile prenotare una visita guidata che comprende anche il dolmen Su Laccu, le domus de janas (la tomba dei Giganti) e il Museo di Arte Contemporanea.