Consigli per un tour museale in provincia di Nuoro

Pubblicato da Visit Bitti / December 7, 2015 / , , / 0 Commenti

Una visita che si trasforma in un vero e proprio percorso sinfonico. Stiamo parlando del viaggio nella storia di un’arte antichissima proposto dal Museo multimediale del Canto a Tenore di Bitti. Il paese è famoso per i suoi Tenores “Remunnu ‘e locu” diventati, negli ultimi quaranta anni, ambasciatori del canto tradizionale sardo nel mondo. A fare da contraltare all’antico canto e alla struttura storica che ospita il museo, si trovano installazioni moderne e un percorso di conoscenza interattivo che permettono un arricchimento culturale e non solo un semplice intrattenimento. Le installazioni multimediali offrono al visitatore la possibilità di interagire con dei cantori virtuali, rappresentanti di diversi paesi, decidendo quale brano ascoltare e avendo la possibilità di isolare le diverse voci per distinguerne meglio le differenze. Per completare l’esperienza d’immersione nella storia di Bitti si può fare una visita al Museo della civiltà contadina e pastorale che si trova nello stesso edificio utilizzando un biglietto unico cumulativo anche della quota d’ingresso al sito archeologico di Romanzesu. Entrando ci si tuffa indietro nel tempo in una vecchia casa locale. Qui si scopre come vivevano pastori, contadini e massaie con gli utensili usati per i vari mestieri, l’antico telaio, ma anche il salone e le botteghe.

Da Bitti ad Orani passando per Mamoiada, un tour di musei

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Il fascino della cultura dell’entroterra sardo non finisce qui, bastano solo 40 minuti in macchina per andare da Bitti a Mamoiada a visitare il Museo delle maschere mediterranee. Anche qui ci si ritrova in un piccolo paese noto per le sue maschere tradizionali: i Mamuthones e gli Issohadores. Travestimenti propri delle comunità dei pastori e dei contadini, che si dice avessero il potere di influire sulle sorti dell’annata agraria. La visita comincia con un video che trasporta nell’atmosfera suggestiva delle maschere sarde e prosegue con il Carnevale Barbaricino dove ammirare i manichini vestiti con maschere lignee zoomorfe e grottesche, pelli di pecora e di montone, campanacci. Particolarità di questo museo è la capacità di connettere le maschere tipiche di Mamoiada e della Sardegna con quelle di tutti i paesi del Mediterraneo e oltre ricercando e divulgando gli aspetti culturali comuni a tradizioni anche geograficamente molto lontane tra loro.

A pochi chilometri da Mamoiada e a 50 minuti di macchina da Bitti il viaggio prosegue al Museo Nivola di Orani. Indicato per gli amanti dell’arte moderna, situato in un antico lavatoio, il museo è dedicato all’esposizione di opere scultoree dell’artista Costantino Nivola, oltre a mostre temporanee centrate in prevalenza sul rapporto fra l’arte, l’architettura e il paesaggio. Da non perdere una passeggiata panoramica nel parco che circonda la struttura e che attraverso scale e terrazzamenti ne collega i padiglioni posti a diversi livelli, qui sono collocate alcune sculture e una fontana monumentale su disegno di Nivola. Sono oltre 200 le opere tra sculture e dipinti da ammirare insieme alla raccolta di opere grafiche e ai modelli.

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I musei di Nuoro, l’Atene sarda

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Interno Museo MAN

Per chi non è ancora stanco di scoprire l’arte del territorio della provincia di Nuoro in poco più di trenta minuti di automobile da Bitti si arriva a Nuoro. Qui i musei da non perdere sono due. Cominciamo dal centro storico della città con il MAN (Museo d’Arte Provincia di Nuoro), un museo votato allo studio, alla conservazione e alle promozione dell’arte contemporanea unico nel suo genere. Vengono proposte mostre temporanee dedicate ad artisti e movimenti della storia dell’arte dal XIX al XXI secolo e progetti sperimentali rivolti ai linguaggi della più stretta contemporaneità. La collezione permanente invece è il risultato di un’accurata selezione di opere di artisti sardi dalla fine dell’Ottocento a oggi, tra cui Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Francesco Ciusa, Mario Delitala, Carmelo Floris, Maria Lai, Mauro Manca, Costantino Nivola e molti altri.

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Interno Museo Deleddiano

La seconda tappa imperdibile di questo itinerario museale a Nuoro è l’ISRE, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico, fresco di ampliamento e ristrutturazione. Concepito con spazi più moderni e l’uso di tecnologie multimediali per creare un’esperienza inclusiva della visita. Le collezioni permanenti comprendono circa 8.000 reperti, prevalentemente abiti, gioielli, manufatti tessili e lignei, armi, maschere, pani, strumenti della musica popolare, utensili. Anche il Museo Deleddiano fa parte dell’ISRE e anch’esso è stato rinnovato. Ha sede nella casa natale della scrittrice nuorese, Grazia Deledda, il percorso si snoda attraverso i tre livelli dell’abitazione, segnati da una scala centrale, continuando nel cortile e nel giardino tra un gran numero di manoscritti, fotografie, documenti vari e di oggetti personali.

Nella provincia di Nuoro l’attenzione nei confronti della conservazione della memoria e della cultura storico-artistica dell’area è molto alta. Quelli qui presentati sono solo una parte dell’ampia e diffusa offerta museale di questo territorio. In ogni paese è possibile visitare un piccolo museo o un piccolo sito culturale che rende quest’area della Sardegna uno scrigno che custodisce con amore e competenza millenni di arte, storia e tradizioni.